Lettera di Freud all’antiquario Hinterberger

ph. by A.I.

all’antiquario HINTERBERGER

            Vienna IX, Berggasse 19, [1907]

"Mi chiede di indicarLe “dieci buoni libri”, e Si rifiuta di aggiungere una parola; dunque, non solo mi lascia la scelta dei libri, ma anche l’interpretazione della Sua richiesta. Abituato a fare attenzione ai piccoli particolari, debbo perciò attenermi al travestimento letterale della Sua enigmatica richiesta. Non ha detto: “le dieci opere più grandi (della letteratura mondiale)”, nel qual caso avrei dovuto rispondere, come tanti altri: Omero, le tragedie di Sofocle, il Faust di Goethe, l’Amleto di Shakespeare, e così via. Non ha neppure detto “i dieci libri più importanti”, tra i quali allora avrebbero trovato posto opere scientifiche come quelle di Copernico, del vecchio medico J.Weier sulle streghe, l’Origine dell’uomo di Darwin, e altri. Non ha chiesto neppure i “libri preferiti”, tra i quali non avrei dimenticato Il paradiso perduto di Milton, e Lazarus di Heine.
Penso, dunque,  che nel Suo testo l’accento cada in particolare su “buono”, e che , con questo predicato, Ella voglia indicare i libri con i quali si sta negli stessi rapporti che con i buoni amici, a cui si deve qualcosa per la propria conoscenza della vita e la propria concezione del mondo, che ci hanno procurato del godimento e che raccomandiamo volentieri agli altri, senza che, però, sotto questo riguardo,  risalti particolarmente il momento della rispettosa venerazione, il sentimento della propria piccolezza di fronte alla loro grandezza. Dunque, Le elenco dieci di tali “buoni libri” che mi sono venuti in mente, senza starci troppo a pensare:

Multatuli, Lettere e poesie
Kipling, Il libro della giungla
Anatole France, Sur la pierre blanche
Zola, Fécondité
Mereschkowsky, Leonardo da Vinci
G.Keller, La gente di Seldwyla
C.F.Meier, Gli ultimi giorni di Hutten
Macaulay, Essays
Gomperz, I pensatori greci
Mark Twain, Sketches

Non so ancora che cosa Lei intenda fare di questa lista. Anche a me sembra assai strana, anzi non posso licenziarla senza un commento. Non voglio affatto affrontare il problema: perché proprio questi libri e non altri egualmente “buoni”, ma voglio semplicemente lameggiare la relazione tra l’autore e la sua opera. Non in tutti i casi il rapporto è così sicuro come per Kipling e il Libro della giungla. Nella maggior parte dei casi, avrei potuto indicare per lo stesso autore un’altra opera, per esempio per Zola il Docteur Pascal, e simili. Spesso, uno scrittore che ci ha donato un buon libro, ce ne ha donati parecchi altri.  Per Multatuli non mi sento in grado di mettere prima le lettere private rispetto a quelle d’amore, e viceversa; perciò ho scritto: Lettere e opere. Sono state escluse dalla lista opere di puro valore poetico, probabilmente perché la Sua richiesta di “buoni libri” non mi pareva mirare direttamente ad esse, infatti, quanto allo Hutten di  C.F.Meier, sono indotto a porre la “bontà” molto al di sopra della bellezza, e l’”edificazione” al di sopra del piacere estetico.
Così il Suo invito di indicarLe “dieci buoni libri”, Lei ha messo in movimento qualcosa su cui ci sarebbe inevitabilmente molto da dire. Ma smetto per non diventare ancor più espansivo.

Suo devotissimo
Dr. Freud