Rossana Rossanda

"L’incontro con Rossana  è avvenuto più di 40 anni fa all’insegna della sua curiosità di comunista anomala per un anomalo   femminismo che rappresentavo ai suoi occhi.
Non ci sarebbe stato molto da condividere se una passione comune e spesso controversa per la psicoanalisi non avesse costituito la tela attraverso la quale abbiamo tessuto la nostra relazione. Se non fosse per il piccolo testo nato dal dialogo di un fine settimana passato insieme all’ombra di perdite importanti per ambedue non credo sarebbe venuta alla luce la natura del nostro rapporto e tuttora è con fatica che lo sento esposto allo sguardo degli altri.
Non parlo di privatezza ma di intraducibilità di ciò che è intercorso tra  due donne diverse per educazione, abitudini, certezze e tuttavia accomunate da una irriducibile passione per la libertà, innanzitutto quella delle persone che eravamo.
Queste poche righe sono espressione del mio debito verso coloro che hanno letto La perdita,  per quel che ne so, con la speranza di venire a conoscenza del modo in cui due donne immerse nel presente affrontavano la perdita  a cui  condanna il  passare del tempo.
Non abbiamo allora trovato una risposta ma restano per me le parole con cui si conclude il dialogo in cui affermai che la relazione con l’altro è l’unica prospettiva nella quale la perdita non diviene pura disperazione.
Ma ecco che una di noi è giunta al termine  del cammino condiviso e a conferma di quanto affermato allora dovrò pur trovare il modo perché questa perdita non si tramuti in disperazione. Non resta che condividerla."
Emanuela Fraire