TEMPO DI GIURAMENTO PER GLI ANALISTI?

a cura di Antonio Vitolo

ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI
PALAZZO SERRA DI CASSANO
VIA MONTE DI DIO, 14
SABATO 18 NOVEMBRE 2017
9.30-13.30

CONVEGNO INTERNAZIONALE*
GRÜNDRIßE E KEY WORDS PER UN PENSABILE GIURAMENTO ANALITICO
9.30 Apertura, saluti dei CHAIRMEN MUSELLA e SCARPELLI e di VITOLO
9.45 MIMMO GRASSO, poeta
10.20 MAURO MANICA, psicoanalista m.o. SPI/IPA “Per un possibile giuramento psicoanalitico: quasi un esorcismo”
10.55 CECILIA MARINA ALVAREZ, psicoanalista m.o. SPI/didatta Sociedad Psicoanalitica Argentina, IPA “Sogno, inconscio, lavoro
psichico, fedeltà alla psicoanalisi”
11.30 DOMENICO CHIANESE, psicoanalista con funzioni di training, SPI/IPA, past president SPI, “Sull’immaginare”
12.05 ANTONIO VITOLO, analista junghiano didatta AIPA/IAAP, past president AIPA “Le parole per dirlo: Psiche, Bildung, Bambino/
Anziano, Signum harpocraticum, Sublime, Gnorri”
Chairmen: ROBERTO MUSELLA, m.o. psicoanalista SPI/IPA, Segr. Scientifico CNP Napoli
MASSIMILIANO SCARPELLI, analista Junghiano didatta AIPA/IAAP, Resp. Sezione Aipa Napoletana
Dalla Sala:
12.40-12.50 VINCENZO CROSIO, docente, Com. Ed. ’Scienze e ricerche': “Prescrizioni religiose e politiche: dono, sacrificio, giuramento”
13.00 -13.30 Dibattito
INGRESSO LIBERO - SI RILASCIANO ATTESTATI DI FREQUENZA

 

Presentazione del Convegno 

Il Convegno del 18 novembre 2017 a Palazzo Serra di Cassano, sede dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, nasce da una duplice constatazione di realtà oggettive e intersoggettive : lo stato di crisi sociale e culturale della società italiana in un contesto di bagliori di guerra e il consolidamento, tramite la vulnerabile forma d'identità emergente dalla disgregazione dello Stato e di ogni esercizio culturale e professionale, degli effetti negativi della normativa regolatrice l'esercizio della psicoterapia in Italia.

Ambedue le condizioni sono evidenti. Meno evidenti appaiono i rimedi o i tratti di inversione metamorfica della realtà suddetta. La crisi italiana, europea, mondiale, per sé correlata alla dinamica interiore di sofferenza e ricerca, individuale, comunitaria, collettiva, è un fenomeno culturale che s'intreccia con creativi stati interiori, ai quali spetta, secondo la lezione dell'antichità classica, un ruolo primario.

La nascita stessa della psicoanalisi e della psicologia analitica procede da una crisi del sapere, iscritta nella storia e non solo nella natura, dalla crisi della psichiatria organicistica, del Positivismo e dal travaglio della I guerra mondiale. G. Contri aggiunge, per sua parte, che essa nasce  "dall'esperienza dell'uomo Freud, di estraneità al proprio territorio, corpo, pensiero ; dall'esperienza - clinicamente configurabile - dell'estraneità ( sintomo come corpo estraneo ) a corpo e pensiero, anzitutto nell'isteria, poi nella nevrosi ossessiva."

Il X Convegno di A. Vitolo presso l'IISF riprende il tema ispiratore del primo Convegno, 1994, dedicato alle Radici della cura laica ( S. Argentieri, P.C. Bori, N. Neri. F. Benslama, A.M. Accerboni, G. Filoramo ), v. volume omonimo, Borla, 1997, in cui si iniziava a ripensare la relazione tra l'analisi inaugurata da S. Freud e l'analisi condotta da analisti non medici, estensione della vocazione filosofica alla comprensione del mondo e, insieme, delimitazione delle insorgenti ambizioni della τέχνη. Una simile prospettiva mirava allora a riproporre il quadro storico iniziale dell'esercizio dell' analisi, oscurato in Italia da rischiose mancanze degli studiosi preposti alle formulazioni preliminari della legge.

All'inizio del '900 psichiatri e umanisti schiusero, pur con aporìe linguistiche, il tracciato di un esercizio della cura aperto all'alleanza fra le due culture. La crisi attuale ripropone tale momento

riflessivo e induce a ricordare alcuni passaggi fondamentali :

la feconda permanenza del modello freudiano e di quello junghiano, darwinianamente iscritti in una relazione di complessa continuità;

l'importanza di motivi fondamentali, imprescindibili, ad esempio il nesso tra immaginazione simbolica, sacrificio, sogno, interpretazione;

l'urgenza di una riassunzione della responsabilità e libertà di esercizio della cura analitica, soprattutto nel tempo storico della normativa vigente - che deliberatamente nomina la psicoterapia, astenendosi dal nominare la psicoanalisi e la psicologia analitica - e limitandosi a ribadire la dizione di 'psicoterapia analitica', prescelta dal Terzo Reich per sminuire la psicoanalisi.

Presentazione del Convegno 

Antonio Vitolo

L'Allgemeine Ärztliche Gesellschaft für Psychotherapie, nata nel 1927, di cui - purtroppo- Jung fu vice Presidente e al cui vertice figurò il cugino di Göring, mirò, col dilagar del nazismo, a bandire Freud e i freudiani ebrei. G. Cocks, R. Lockot, A. de Mijolla, G. Maffei, e chi scrive, han dedicato alcuni studi al tema e alla questione, che riguarda sia la storia della psicologia del profondo, sia la storia del simbolismo.

In molte discipline la configurazione ufficiale d'un impegno di cura implica un giuramento, un'enunciazione rivolta al presente e al futuro, diretta alla comunità e ai del diritto.

Giurare è un movimento del pensiero, radicato nell'immaginare e nel sentire. Nasce dal dubbio e tende ad una univocità nell'orizzonte della coesistenza. È un argine incoativo al caos, l'appello ad una possibile norma, che traduca l'equilibrio e la forza del diritto, ius . È evocare il sacramento del potere ( P. Prodi ),  rinnovare la memoria d'un sacrificio ( Jung, Mauss, Hubert  ), produrre, per transfert e controtransfert, un progetto, un passaggio alla parola : Freud scrisse l' Entwurf einer Psychologie, il Progetto di una psicologia,1895, dopo Die Auffassung der Aphasien, L'interpretazione delle afasie,1891 ( Freud, F. Napolitano ). È uno sguardo in traluce, come l'etimo convalida, al sublime ( F. Conrotto, A. Vitolo ).

Nell'erosione di valori e nella reificazione intrecciata alla concentrazione capitalistica, giurare potrebbe diventare un'astuzia da colombe ( F. Fortini ), che produca, tra migrazioni perturbanti, verissime, un confine di nuova autenticità entro l pluralità. Una ricomposizione di parti lacerate,

un atto di promessa, una speranza dialettica di vitalità del simbolo. Uno scarno ritmo che si protende oltre la scansione ultima della morte, per alato impulso psichico.

Riconoscendo il primato del dubbio, eminente ispiratore di poesia ( Grasso ) ; contemplando la dialettica degli opposti e lo spergiuro ( Manica ) ; affermando la complessità che struttura in modo non uniforme il lavoro dell'inconscio ( Alvarez ) ; esprimendo la funzione creativamente normativa dell'immaginare ( Chianese );  abbracciando le polarità del senex e del puer e il mistico silenzio polisenso, gesto che valica il linguaggio, senza concedersi all'azione ( Vitolo ); delineando  il nesso tra sacrificio-dono-giuramento ( Crosio ), l'αγάπη per la libertà di pensiero dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici vorrebbe riconoscere il giuramento come un'etica anteriore all'etica capitalistica, che trova parole per dire solo quando sia stata commessa una grave infrazione o ingiustizia, per lo più, come la guerra, irreversibile o irreparabile.

I Gründriße di marxiana memoria recano intatto il paradossale succo di vita e morte, proprio del senso. Non si mettono, così, con A. Artaud, i baffi alla Gioconda. Se mai, con M. Alinei, se ne conserva l'enigmatico ( G. Colli)  sorriso di una donna morta, di cui si rinnova l'impossibile ενέργεια insita nel muto sguardo sulle cose  umane.