Vienna, martedì 4 settembre 1883, di notte

a Martha Bernays

Vienna, martedì 4 settembre 1883, di notte


Carissima,
posso bene immaginare perchè oggi non ho ricevuto lettere. Due giorni fa hai avuto la notizia che sono di nuovo malato, ed eri inquieta e volevi aspettare la seconda lettera; ho scritto ciò quattro giorni fa, ma oggi sto benissimo e voglio consigliarmi con te su piani di viaggio. A rivederti mia dolce fanciulla, questi piani non servono e anzi, poichè non posso venire da te, vorrei lasciar perdere tutto; ma ascolta e dimmi che pensi. Ho due inviti: uno di andare a Baden da Brust, l'ho incontrato oggi in città, è venuto con suo fratello, e farà una visita anche nella Kaiser Josefstrasse. Potrei restare da otto a dieci giorni, spese di viaggio: un fiorino, il soggiorno non più caro che qui, Brust farà il tentativo, come due anni fa, di presentarmi all'albergo come suo fratello (sicchè i camerieri non volevano soldi da me), ma oggi non glielo permetterei.
L'altra proposta è qualcosa di nuovo genere. Il dottor Widder insisteperchè il quindici vada con lui a casa sua, in un villaggio presso Laschau, dove non avremmo altro da fare che mangiare uva. Io sarei ospite dei suoi; il viaggio costa da cinquanta a sessanta fiorini, ma, poichè posso viaggiare come protomedico, costerà la metà; probabilmente potrei avere anche un biglietto gratuito fino a Pest attraverso Zuckerkandl, sicché potrei risparmiare ancor più. In complesso, al denaro che mi occorre qui per quattordici giorni, dovrei aggiungere altri dieci fiorini e avrei visto Pest, i Carpazi e per dieci giorni potrei fare una vita da zingaro, dimenticando la medicina. La seconda proposta è molto eccitante, ma comporta una perdita di tempo e di denaro che non c'è nella prima. Che cosa devo decidere? Ti lascio il voto decisivo, e voglio solo enumerarti le cose di cui ancora devo tener conto. In primo luogo, bisogna che Breuer torni e mi scarichi di K., poi che quest'ultimo paghi, e tutto dipenderà dal fatto se l'onorario sarà più vicino ai trenta o ai cinquanta. Inoltre, può darsi che Breuer abbia qualcosa per me che mi giovi molto, o che io non possa negargli. Non si può sapere oggi, non è vero? Cara Martha, un sogno folle, immagina che il dottor K. paghi il mio lavoro in agosto con cento fiorini, e allora pianto Baden e Kaschau e vengo a Wandsbeck, ma, mia cara, non è una aspettativa ragionevole. Dovrebbe calcolare le visite a sette fiorini l'una. Sì, se l'avessi risanato; perchè non l'ho fatto? E, giustamente, non siamo neppure d'accordo su come ci rivedremo.
Senza scherzi, tesoro mio, credo che accetterò uno dei due inviti. Sebbene dotato di una costituzione molto robusta, da due anni in qua il mio stato va peggiorando, ho dovuto sopportare tante cose dure che davvero, per restare sano, avevo bisogno della gioia e della felicità che tu mi hai dato. Sono come un orologio che da lungo tempo non sia stato riparato, polveroso in tutti gli ingranaggi. Da quando la mia polverosa persona, per averti conquistato, ha assunto grande importanza anche ai miei occhi, penso con un po' più di sollecitudine alla mia salute e non voglio logorarmi. Preferisco rinunciare alla mia ambizione, far meno rumore, aver meno successo, piuttosto che mettere in pericolo il mio sistema nervoso. Penso che prossimamente, nel periodo che mi rimane di apprendistato all'ospedale, vivrò come i Gojim, senza pretese, imparando e facendo le cose solite, senza mirare a scoperte e ad approfondimenti eccessivi. La mia felicità risiede innanzi tutto nel rapporto con te, e in seguito nel possesso di te. Vogliamo unirci strettamente a crearci una vita bella, con un solido e tranquillo lavoro; senza bisogno di sforzi giganteschi, raggiungeremo quel che ci serve per l'indipendenza.
Quando saremo insieme e avremo aumentato la nostra energia e tranquillità, ci porremo di nuovo fini più grandi. Ma perchè, carissima, non sei qui a rispondermi? Non ti pare che oscilli nei miei propositi? Dimmelo, e dimmi anche tutto quello che pensi e come vuoi.
Schönberg avrebbe dovuto venire oggi, ma non è venuto, probabilmente lo ha distolto la visita che ci ha fatto Brust. E tu che fai, amore mio silenzioso? no, tu non sei silenziosa, sei solo molto lontana e mi puoi rispondere solo l'8 settembre. Avrei voluto mandarti un giornale, per esempio il numero festivo della "Illustrierte", ma sono senza denaro, non sono ancora stato liquidato a Pötzleins-dorf. Il poveretto non sta bene, ma finalmente sono riuscito a farlo dormire; dover ingannare una donna per confortarla è così duro.
Oggi ho incontrato Emma Pappenheim con un bambino su di una panchina nella Gersthofer Allee, questa volta sono stato il primo a riconoscerla. Mi è venuto in mente come i bambini di Amburgo vengono portati quaggiù dal vento e quelli di Vienna laggiù.


Addio mia diletta. Tuo fedele Sigmund


Saluti a Minna.

S.Freud " Epistolari. Lettere alla fidanzata e altri corrispondenti 1873-1939 "  Lettera a Martha Bernays - Bollati Boringhieri - pag. 45