Lettera a Fliess del 31 ottobre 1897

Immagine da "Freud" di Corinne Maier, Anne Simon - Panini Comics 9L, 2013

Vienna, 31 ottobre 1897

(…)
   Gli affari vanno in modo tale che io mi attendo tempi molto brutti, come già accade da un lungo periodo in altri settori. Avendo tempo a disposizione ho deciso di prendere due casi per un trattamento gratuito. Per cui, inclusa la mia, ho tre analisi che non mi forniscono alcun provento.
La mia analisi personale sta procedendo e rimane il mio interesse principale; tutto è ancora molto oscuro, anche la natura dei problemi; ma, allo stesso tempo, avverto il sentimento confortante che occorra attingere solo al proprio magazzino per poter estrarre, al momento opportuno, quanto sia necessario. La cosa più spiacevole sono gli stati d’animo che spesso nascondono completamente la realtà. Anche l’eccitazione sessuale non serve più a una persona come me. Tuttavia resto di buon animo. Quanto a risultati, siamo di nuovo a un punto morto.
Tu credi che le parole pronunciate dai bambini durante il sonno facciano parte del sogno? Se sì, ti posso raccontare un recentissimo sogno di desiderio: la piccola Anna di un anno e mezzo dovette restare a digiuno durante tutto un giorno ad Aussee poichè aveva vomitato nella mattinata, del che venne attribuita la colpa alle fragole. Durante la notte, nel sonno, enumerò un intero menù: “F(r)agole, f(r)agoloni, f(r)ittata, pappa.” Ma forse te ne ho già parlato.
Sotto l’influsso dell’analisi i miei disturbi cardiaci sono stati ora spesso sostituiti da disturbi gastrointestinali.
Perdona le vane ciance di oggi che hanno semplicemente lo scopo di ribadire la continuità del nostro scambio epistolare.

Cordialmente tuo Sigm.

Freud S. Lettere a Wilhelm Fliess, 1887-1904, lettera 144, Pag. 310 -311, Bollati Boringhieri, 1985