2014-11-19 – Nuovi spazi e nuove proposte a Roma

NUOVI SPAZI E NUOVE PROPOSTE A ROMA

In questi ultimi anni la nostra città si è arricchita di spazi espositivi che rappresentano una novità rispetto alle proposte culturali di sempre; essi crescono all’interno di edifici situati in quartieri periferici, da decenni sono in disuso,  perché originariamente  progettati per scopi industriali.

La dicitura “Archeologia Industriale” può farci intendere di cosa si tratta: le costruzioni sono l’elaborato di un’architettura povera ma affascinante perché funzionale e a suo modo elegante, fatta di fabbricati in cui si è depositata una Storia non ufficiale, non libresca ma fatta di persone in carne ed ossa che vi hanno lavorato e vissuto durante il secolo scorso.

La particolarità di questi siti sta nell’essere inseriti in paesaggi urbani inconsueti che propongono delle prospettive della città del tutto inaspettate. La creatività delle persone che hanno deciso di recuperarli ne ha fatto dei luoghi di incontro e di piacere condiviso; la frequentazione è spesso eterogenea dal punto di vista dell’età ma ciò che accomuna le persone è la curiosità e il desiderio di conoscere realtà che si agganciano ad esperienze collettive come quelle di città europee come Berlino, Londra, Amsterdam o Parigi (per citare solo le più importanti).

-Durante l’estate, nel mese di luglio, su una terrazza che si appoggia all’Acquedotto romano, nella zona del Mandrione di pasoliniana memoria, si svolge un festival di musica elettronica a cui partecipano i più bravi musicisti di questo genere musicale provenienti da tutto il mondo. Prima del tramonto la terrazza si riempie di persone che silenziosamente si siedono nello spazio adibito all’ascolto e si lasciano trascinare dalle note mentre il sole scende lentamente dietro gli archi. Questo appuntamento si ripete da una decina d’anni grazie all’iniziativa di un appassionato che mette a disposizione gratuitamente la sua casa. Un vero regalo!

-In via di Pietralata 159 esiste un altro luogo dove è bello trascorrere qualche ora specialmente la domenica, è l’ex Lanificio che si affaccia sul fiume Aniene. All’interno c’è un locale molto suggestivo dove si può mangiare un buon brunch all’ora del pranzo accompagnati da bella musica e ci si può avventurare nei piani superiori a visitare un mercato dell’artigianato e del vintage piuttosto ricco e ben fornito. Il Lanificio è considerato un grande laboratorio (factory) dove poter organizzare eventi culturali, convegni e feste.

-Il mese scorso è stata riaperta l’ex dogana ferroviaria ( via dello Scalo di San Lorenzo 10 ) e vi si è svolto lo Street Art Festival: alcuni tra i più famosi graffitari di tutto il mondo si sono dati appuntamento lì e hanno ridisegnato i muri di questa vecchia struttura restaurata per essere utilizzata come territorio di condivisione di musica, fotografia, pittura e arti varie. L’effetto visivo era potente perché gli spazi, molto grandi ed articolati, sono stati ricoperti di colori e forme che possono essere considerate opere d’arte contemporanea a tutti gli effetti.

-Infine, c’è un ultimo spazio che vorrei segnalare,  aperto da  questa settimana: si trova nel quartiere Tuscolano e più precisamente in via Assisi 117, si chiama SEVEN come le sette arti che vuole ospitare. Anch’esso è una struttura industriale ripristinata dove si organizzeranno mostre, installazioni, performance e concerti; anche qui c’è una bellissima terrazza che si affaccia su altri edifici coevi e sui binari della ferrovia.

C’è una parola che può spiegare tutto questo ed è “contaminazione”, è una parola che riflette la complessità e l’energia di cui abbiamo bisogno per rigenerarci e per scoprire ciò che c’è di buono in questa epoca di “passioni tristi”. Frequentare terre di confine ci consente di rimettere in gioco il piacere dell’avventura e “…la ricezione della realtà è condizione necessaria per la sopravvivenza e il piacere del Sé…in quanto la ricezione è il desiderio di ricevere e organizzare impressioni al fine di accedere più profondamente ai piaceri della vita” (C. Bollas, Il mondo dell’oggetto evocativo).