Ottobre 2014

FREUD
di Francesco Saverio Trincia
La Scuola, Brescia 2014, euro 25
Francesco Saverio Trincia, che da anni studia da filosofo la psicoanalisi freudiana, ha al suo attivo numerosi saggi e libri tra i quali alcuni dei più importanti sono  dedicati al rapporto tra psicoanalisi e fenomenologia ed è considerato non solo in Italia tra i principali esperti del tema, mira a raggiungere, con questo ampio ma assai leggibile libro dedicato all’intero pensiero di Sigmund Freud, un obiettivo ambizioso. Esso sembra  in effetti essere stato raggiunto proponendo ad un pubblico di psicoanalisti, di filosofi, ma anche di studenti universitari delle facoltà di Filosofia e Psicologia sempre molto attratti da corsi  teorico-filosofici dedicati al fondatore della psicoanalisi, e infine a tutti coloro che comprendono o intuiscono che il pensiero freudiano e la clinica psicoanalitica rappresentano la svolta teorica più radicale che ha interrotto da oltre un secolo  la continuità della cultura occidentale, un libro complessivo e comprensivo di tutto ciò che di Freud deve essere conosciuto e studiato. E’ importante rilevare che un libro di questo tipo, che ripercorre , presentendone le opere fondamentali,  l’intero percorso teorico del grande viennese, non  incontra uguali sulla scena della pur immensa bibliografia dedicatagli. Scandito nelle sezioni successive dedicate alla biografia, all’analisi delle opere, alla illustrazione della categorie chiave e alla importante storia della ricezione , il libro si presenta per molti aspetti come un unicum che la cultura italiana ed europea  attendevano ed ambisce quindi a presentarsi come un caso editoriale molto originale.  Trincia è riuscito nell’intento di scrivere un libro  al tempo stesso analitico e puntuale nella presentazione critica degli snodi e delle fasi principali del pensiero freudiano, ma al tempo stesso carico di controllata e competente passione teorica, e scritto in uno stile che evita non i passaggi difficili del pensiero freudiano, ma gli inutili tecnicismi  estranei anzitutto a Freud.  Due erano i rischi che il libro doveva sapere evitare per diventare una lettura ‘di tutti’: la riduzione  schematica del pensiero freudiano ad una serie di tesi  scolastiche, da un lato, e la deformazione e l’impoverimento  di carattere tecnico-istituzionale del progetto di intervenire in maniera comunque critica su tale pensiero proponendosi di fornire una interpretazione, di fornire un senso d’assieme. Freud è unanimemente riconosciuto come uno dei più grandi scrittori del Novecento. La qualità della sua scrittura, anche nei passaggi teoreticamente più ardui o più incerti per suo stessa ammissione, è interamente funzionale alla qualità , anzi al vero e proprio motore pulsionale del suo pensiero, nel quale vibra quella inesauribile creatività teorica che ha aperto  e mantiene aperta e viva la nuova, inedita  stagione della riflessione sull’anima dell’essere umano e alimenta una cultura che , distinguendosi dalla filosofia ma intrecciandosi ad essa , penetra in tutti i gangli dell’umano produrre intellettuale, accompagnata dall’attenzione a non perdere mai il controllo riflessivo , senza per altro ridurre a quest’ultimo la fisionomia più profonda del pensare e dell’agire. Anche grazie al  libro di Trincia, Freud continua a sollecitarci a pensare ‘come lui’ e seguendo le sua orme, armati della potenza della ‘ragione allargata’ attiva in ogni suo scritto.