Freud e Jung

27 febbraio.

   Ma la disgrazia non è così grave. Se uscirà una seconda della mia Teoria delle nevrosi, saranno accolti anche tutti questi articoli minori. La cosa più importante è la conferma che abbiamo bisogno di una rivista, il mio ceterum censeo! Non ho ben capito come mai Ella tema l’unilateralità. Forse il Suo “complesso di conciliazione” ha il sopravvento in questa questione?
  Ho ricevuto oggi con piacere la Sua cartolina da Jena. Sono ben contento che Ella abbia questi pochi giorni di distrazione. Immagino però si tratti ancora del Suo viaggio per le ferie.
Con gli Studi non c’è nulla da fare. Non credo si possa fare a meno del primo caso di Breuer.
  Le Sue osservazioni sulla paranoia hanno trovato risonanza in me. Lei è l’unico che può dare qualcosa di Suo; forse anche O.Gross, che purtroppo non ha abbastanza salute. Le scriverò prossimamente sulla paranoia, in base alle mie fantasie che parzialmente coincidono con i Suoi pensieri.
Oggi sono troppo stanco del lavoro monotono e intenso e ho bisogno di una domenica per prendere fiato. Lei ha ragione: la cosa non è ancora maturata, e con le ombre di ricordi che ho a disposizione non posso lavorare. Vorrei perciò che Lei s’impadronisse del tutto di questo problema. 
  La ringrazio molto del Suo estratto in inglese, sarà letto domenica. Mi faccia sapere avrà bisogno delle mie informazioni per la sistemazione a Salisburgo.

Con cordiali saluti
Suo fedele
Freud

Sigmund Freud “Lettere tra Freud e Jung” - Bollati   Boringhieri - 1974