Perché il Male, la Psicoanalisi e i processi distruttivi, a cura di Andrea Baldassarro, Mimesis 2017

 

 

L’esistenza del male è una questione solo teologico-filosofica? Certamente essa pervade tutta la nostra cultura, che nella dicotomia bene-male ha forse trovato un suo fondamento, dando un ordine e un senso alle cose, ma alla domanda “Perché il male?” non si potrà mai dare una risposta certa, in quanto rinvia alla presenza di un fondo inesplicabile e perturbante dell’essere umano con il suo correlato di distruttività inestirpabile. La psicoanalisi ha a volte cercato di dare una risposta a questo interrogativo, non facendo ricorso a una supposta natura umana “buona” o “cattiva”, ma cercando di individuare quelle categorie psichiche che potessero dare ragione di condizioni abitate da una sorta di forza “maligna” e refrattarie a ogni cambiamento, o dell’impossibilità di dare forma a qualcosa che non si lascia imbrigliare dal pensiero. Potremmo allora dire che il male ha a che fare con un’impossibilità a esercitare il pensiero, come assenza di pensiero o della capacità – squisitamente umana – di usare il pensiero per limitare l’esercizio della propria volontà di sopraffazione dell’altro.
Oggi la questione torna più che mai attuale, con scenari collettivi sempre più sconvolti da guerre a volte neppure dichiarate o dall’odio verso l’altro. Gli psicoanalisti si interrogano allora sulla natura del male cercando di comprendere le sue fonti, le sue manifestazioni e i suoi “destini”, interrogazione resa ancora più necessaria dal rinnovato dispiegarsi del “male” negli scenari geopolitici della contemporaneità.
In questo volume si cercherà di evidenziare come alcune tematiche – la guerra, la violenza, il sacrificio, l’ideale di purezza, la cancellazione delle tracce dell’altro, l’imprescrittibilità del male, il disumano, l’eterno ritorno dell’oggetto cattivo – ci interrogano ancora una volta sul “perché il male è senza perché”.

Andrea Baldassarro Psichiatra e psicoanalista, membro ordinario con funzioni di training della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytic Association. Tra i suoi ultimi lavori: “Un tentativo di comprendere la psicosi”, in La tentazione psicotica di L. Abensour, Roma, 2014; “André Green e la psicoanalisi contemporanea”, in La clinica psicoanalitica contemporanea di A. Green, Milano, 2016; “Alterità e identità nella psicoanalisi del XXI secolo. Miti, religioni, linguaggi”, in Cartografie dell’inconscio (a cura di L. Preta), Milano, 2016. Vive e lavora a Roma.