Possiamo essere tranquillamente soddisfatti l’uno dell’altro

Guido Cagnacci, Allegoria del Tempo (La vita umana), 1650 ca.

20 novembre 1926
Vienna, IX. Berggasse 19

Caro Jones,

  così sono davvero vent'anni che Lei si è unito alla causa? La causa davvero è diventata proprio la Sua poiché Lei ha ottenuto tutto ciò che da essa si poteva avere: un gruppo, una rivista e un Istituto. Ciò che Lei ha significato per essa può essere lasciato da accertare agli storici. Prevedo che sicuramente Lei potrà realizzare persino di più, una volta che le molte attività di cui ancora deve lamentarsi saranno sostituite da una tranquilla routine. Poi troverà il tempo libero per valorizzare le esperienze che ha accumulato, per fare di più per i Suoi colleghi e per la nuova generazione.
  Possiamo essere tranquillamente soddisfatti l'uno dell'altro. Io stesso ho l'impressione che Lei a volte sopravvaluti l'importanza dei disaccordi ("dissensions") che ci sono stati anche tra noi. Certamente è difficile giungere a una completa soddisfazione reciproca; tutti troviamo qualcosa che manca nell'altro, diventiamo un pò critici. Lei stesso ha rilevato che persino tra Abraham e me ci sono state alcune divergenze, succede più o meno lo stesso con la propria moglie e i propri figli. Soltanto gli oratori funebri negano questi aspetti della realtà, i viventi possono star certi che queste deviazioni dall'immagine ideale non sciupano il loro godimento della realtà.
  la sorprenderà scoprire la ragione che ostacola la mia corrispondenza con Lei. E' un classico esempio delle meschine limitazioni a cui è soggetta la nostra natura. trovo difficile scrivere in tedesco con i caratteri latini, come faccio oggi. Tutta la scioltezza - l'ispirazione è riservata a questioni più importanti - mi abbandona immediatamente. Ma Lei mi ha detto spesso di non saper leggere il gotico, lasciandomi così solo due mezzi di comunicazione, che entrambi ostacolano la propria intimità: o dettare la lettera  a Anna sulla macchina da scrivere o usare il mio goffo inglese.
  In seguito al Suo promemoria ho riletto il Suo saggio sul Super-io e confermo la mia prima impressione. Tutti i punti oscuri e le difficoltà che lei rileva, esistono davvero. Ma non si possono eliminare, neppure con i criteri che Lei sottolinea. Occorre un nuovo esame delle impressioni e delle esperienze accumulate, e so quanto siano difficili da ottenere. Dopotutto si tratta di un inizio scuro in una questione complicata.
  Il mio stato di salute mi distoglie dal lavoro, penso per sempre. Meglio non ingannarsi. sento come se la vita mi stesse regalando "Gnadenbrot" ancora per un pò. Sua moglie, alla quale mando in miei cordiali saluti, potrà tradurLe questa espressione.

                                                  Cordialmente Suo,
                                                    Freud

Sigmund Freud, "Epistolari. Corrispondenza con Ernest Jones/2 .1921-1939" [pag.711] Bollati Boringhieri